Domande frequenti

Tutto ciò che devi sapere

Chi siamo e cosa facciamo

RIPI SRL è una società specializzata in ricerca, sviluppo e innovazione per soluzioni biotecnologiche avanzate per la salute umana.

Promuovere il benessere e la qualità della vita delle persone sviluppando prodotti e tecnologie innovative basate su solide evidenze scientifiche che abbiano il proprio ruolo sia in ambito preventivo che terapeutico e riabilitativo.

Ci occupiamo di dispositivi medici innovativi e applicazioni cliniche. Il nostro impegno è rivolto alla prevenzione e al trattamento delle problematiche legate al sistema che regola lo schema dei movimenti e la postura (posturologia). Operiamo in ambito ortopedico, riabilitativo, oculistico, neurologico e odontoiatrico, con applicazioni utili sia nella vita quotidiana sia nello sport, a qualsiasi livello.

Tecnologia e Innovazione

I nostri dispositivi medici sono privi di effetti collaterali e controindicazioni, non costituiscono doping tecnologico nello sport e possono essere utilizzati a qualsiasi età e da chiunque. Gli effetti prodotti sono clinicamente evidenziabili e misurabili mediante particolari apparecchiature.

Tutti i nostri dispositivi e le tecnologie sviluppate seguono rigorosi standard di certificazione CE e normative europee e sono dispositivi medici di classe I. Per i nostri dispositivi, inoltre, è stata approvata la pubblicità sanitaria da parte del Ministero della Salute.

Sicurezza e Normative

RIPI SRL, oltre che alle direttive europee e nazionali sui dispositivi medici e biotecnologici si attiene alle linee guida internazionali.

Non risultano effetti collaterali.

Applicazioni Cliniche

Fisiatria, ortopedia, traumatologia, chirurgia plastica, odontoiatria e ortodonzia, dermatologia rigenerativa e altri settori in cui è necessaria la riparazione dei tessuti. Medicina estetica, neurologia, disturbi dell’apprendimento, medicina dello sport, riabilitazione di qualsiasi tipologia, pediatria, geriatria.

Sì, gli effetti dell’ipoconvergenza oculare alterano l’assetto del cingolo scapolare e la posizione del capo. Il blocco torsionale del bacino e la limitata escursione della colonna sul piano frontale modificano l’intero assetto della persona. In entrambi i casi si riscontrano ripercussioni anche sul piano estetico, viste le dissimetrie del corpo causate dalle problematiche precedentemente espresse.

Con l’avanzare dell’età, il mantenimento di un corretto equilibrio posturale e della mobilità della colonna diventa sempre più importante. I nostri dispositivi trovano anche particolare applicazione nella prevenzione delle cadute, nei disturbi di concentrazione e soprattutto nella prevenzione dei cedimenti osteoporotici della colonna vertebrale. Questi strumenti favoriscono infatti la fisiologica escursione della colonna e del bacino sul piano frontale, contribuendo a mantenere il corretto rapporto forma–funzione di ciascuna vertebra. Quando questo rapporto viene alterato a causa di blocchi o restrizioni di movimento, le vertebre si sovraccaricano e diventano un punto debole, maggiormente esposto al rischio di fratture in presenza di osteoporosi.

I dispositivi favoriscono una risposta immediata a seguito della loro applicazione.

Aspetti Pratici

Chiunque.

In alcuni casi sì, ma dipende dal tipo di applicazione e dalla normativa regionale/nazionale.

È possibile valutare la necessità dell’utilizzo dei dispositivi leggendo le informazioni riportate nel nostro sito internet. 

Etica e Futuro

Sviluppiamo tecnologie biocompatibili e processi che riducono l’impatto ambientale, promuovendo un approccio green alla ricerca.

Dare il nostro contributo allo sviluppo della ricerca di dispositivi medici privi di effetti collaterali e controindicazioni, di uso semplice e fruibili dal maggior numero di persone possibile  in campo medico.

Domande Operative

Certo, basta contattare RIPI SRL attraverso i canali ufficiali (email, form online).

Sì, forniamo formazione, assistenza tecnica e scientifica a professionisti della salute.

Organizziamo corsi, workshop e masterclass per medici e professionisti della salute.

I tempi variano in base al tipo di trattamento e alla condizione del paziente, ma in generale i protocolli favoriscono recuperi rapidi, conformemente a quanto specificato nel sito internet.

È possibile proporre collaborazioni scientifiche o cliniche contattandoci attraverso i canali ufficiali (email, form online).

Informazioni Generali sui Dispositivi Medici RIPI

Per  la prima volta siamo stati in grado di realizzare dei DM che, grazie alla assoluta mancanza di effetti collaterali e controindicazioni, possono  essere utilizzati sia autonomamente dalla Persona a scopo preventivo che inseriti in protocolli di trattamento da parte di Professionisti della Salute ( Medici, Fisioterapisti , Dentisti,..) e nella Medicina dello Sport a qualsiasi livello.

Per la prima volta una ben determinata frequenza, certificata dal CNR Nanotecnologie dell’Università di Pisa e dall’Associazione Italiana di Termografia, emessa dal nostro corpo e riflessa in particolari punti, ha dimostrato effetti rilevabili sia dal punto di vista clinico che strumentale. Un elemento vincente è l’assoluta mancanza di effetti collaterali e controindicazioni e la facilità d’uso che ne permette la più ampia diffusione. I risultati legati all’uso dei dispositivi medici, secondo le raccomandazioni fornite, sono misurabili.

Dispositivi Medici RIPI sono nati durante il percorso di ricerca legato allo sviluppo di un metodo originale, clinico e strumentale, di diagnosi e trattamento della Posturologia Vettoriale Interdisciplinare®, ad opera del Dott. Sergio Ettore Salteri, medico di medicina generale ed esperto in chiropratica e posturologia, con oltre 30 anni di esperienza e passione per la ricerca. Il Metodo è stato comunicato al Ministero della Salute in occasione dell’approvazione della pubblicità sanitaria relativa ai dispositivi medici.

Sono disponibili due dispositivi: il RIPIV (Riequilibratore Permanente ad Infrarossi a Ingresso Visivo) e il Dynamic Movements Kit.

Dynamic Movements Kit – Dispositivo Medico Classe I (ID. REG. – Cod. Ministeriale 975610369), ortesi per piede (inclusi plantari e inserti).
Include due applicativi quadrati a base siliconica da posizionare sotto i piedi con taping elastico-adesivo e un applicativo, sempre a base siliconica, da applicare sull’asta dell’occhiale o direttamente sulla pelle.

RIPIV – Riequilibratore Permanente ad Infrarossi a Ingresso Visivo (Cod. Ministeriale 975610371), Dispositivo Medico Classe I – “Z129013 – Stimolatori uditivi e/o visivi generici”.
Comprende un applicativo a base gommosa da posizionare sull’asta dell’occhiale.

No, i dispositivi medici RIPI non producono calore, come attestato dall’Associazione Italiana Termografia. Sono inoltre privi di controindicazioni ed effetti collaterali, agendo come “soltanto” particolari specchi particolari che a differenza dei normali specchi, sono in grado di riflettere esclusivamente una singola frequenza.

La Postura e i Suoi Squilibri

La PVI® è un metodo clinico-diagnostico ideato dal dott. Sergio Ettore Salteri che studia, sia in ambito preventivo che terapeutico, il funzionamento e le disfunzioni del sistema che regola le dinamiche di movimento del nostro corpo e l’assetto statico nei confronti della forza di gravità.

Il termine vettoriale si riferisce alle “spinte” che, in presenza di particolari disfunzioni, si generano a livello del capo e del busto, determinando uno squilibrio globale del corpo e una conseguente alterazione nella distribuzione dei carichi su arti e colonna.

Il termine interdisciplinare è utilizzato perché il progetto di trattamento rivolto al sistema muscolo-scheletrico, al sistema visivo, all’occlusione, alla deglutizione e a determinate funzioni cognitive può richiedere l’intervento di diverse figure professionali, con un approccio condiviso.

La postura è il modo in cui il nostro corpo si muove e rimane in piedi, ed è controllata direttamente dal nostro cervello in base alle informazioni che riceve; per questo motivo non è modificabile volontariamente. Possiamo invece assumere volontariamente delle posizioni, che possono essere corrette o scorrette e, in quanto tali, facilmente modificabili. Ovviamente, più il nostro corpo è funzionale — cioè dotato di una buona postura — più siamo liberi di assumere le posizioni desiderate nel modo migliore per la nostra salute.

I maggiori input per il sistema nervoso centrale provengono da occhi, bocca, piedi e pelle; su questi ingressi possiamo intervenire direttamente. Possiamo inoltre agire anche sul sistema fascio–teno–muscolo–scheletrico e sul sistema vestibolare.

Il Dott. Salteri definisce il corpo umano una “macchina-corpo”, quella che noi ‘pilotiamo’,  perché è un insieme di leve, cerniere, masse, pesi e contrappesi che rispondono alle leggi della fisica e della meccanica, in continua lotta con la forza di gravità.

Se l’input non è in fisiologia,abbiamo degli effetti meccanici:  si alterano gli schemi di base, in particolare l’equilibrio tra agonisti-antagonisti del sistema bacino-colonna, portando a blocchi torsionali. A livello della colonna questi blocchi creano dei sovraccarichi anomali che pregiudicano la salute dei nostri dischi intervertebrali e delle nostre vertebre. Le conseguenze possono esprimersi a livello Quando parliamo di postura, non ci riferiamo soltanto all’aspetto locomotorio, ma anche a quello strutturale e di performance. Questo vale non solo per lo sportivo, ma per chiunque debba affrontare le richieste che la vita quotidiana impone al nostro corpo.

Trattare la postura significa intervenire sugli ingressi sensoriali che la regolano. Per questo motivo, i benefici non si limitano alla sola componente strutturale: ad esempio, migliorare la funzione visiva binoculare significa agire direttamente sull’intera sfera cognitiva. I vantaggi possono andare dal ridurre il semplice affaticamento mentale (studio, lavoro al computer) fino al miglioramento dei disturbi dell’attenzione, arrivando persino a supportare i percorsi in caso di dislessia.

Nel mondo dello sport, a qualsiasi livello, è ormai ampiamente riconosciuto che la performance è strettamente legata alla qualità del lavoro visivo e alla capacità dei nostri occhi di operare in modo coordinato.

Il Ruolo di Occhi e Piedi nella Postura

È un complesso sistema cibernetico che va dagli occhi ai piedi e costituisce la base della performance di ognuno di noi. Occhi e piedi sono considerati i due principali “fornitori di informazioni” per il SNC.

È una disfunzione molto frequente (Insufficiency of Convergence), nota a livello internazionale,  che altera la funzionalità localizzativa binoculare degli occhi, impedendo di apprezzare il mondo in 3D. Può causare affaticamento degli occhi, mal di testa, visione doppia, disturbi di comprensione del testo scritto, difficoltà di concentrazione, cefalea frontale, rendere insopportabili gli occhiali da vista, provocare delle posizioni anomale del capo e limitare tutti i movimenti del collo e influire negativamente nello sport.

Vi sono dei segni estremamente evidenti, rappresentati dalla tendenza a stare con il capo inclinato o ruotato e alla presenza di una spalla più alta dell’altra. Meno evidente la torsione delle spalle che si evidenzia alzando entrambe le braccia rilassati e ad occhi chiusi e notando se una delle due mani sopravanza l’altra.

I nostri piedi non sono passivi come il gambo del tavolo ma dei ‘microfoni’ estremamente sensibili: sotto i nostri piedi ci sono dei sensori che avvertono rilievi a partire da 1/100 di mm e milioni di anni di evoluzione li hanno tarati per il mondo in cui viviamo e nel quale non esiste il terreno ‘morbido’. In presenza anche della semplice soletta commerciale morbida questi sensori ascoltano’ una lingua che non conoscono e forniscono informazioni non fisiologiche. Anche rilievi superiori a 2,5 mm agiscono in modo eccessivo su questi sensori presenti nei muscoli che  vengono stirati in modo eccessivo e quindi sono costretti a mettersi sulle difensive con rilassamenti muscolari anomali. Il dott Salteri ha dimostrato che qualsiasi informazione non fisiologica proveniente da occhi, bocca, piedi, pelle, in questo caso muscoli, altera tutti i meccanismi che regolano l’equilibrio tra agonisti e antagonisti dei muscoli che muovono bacino e colonna producendo i blocchi, bersaglio dei DM che si applicano ai piedi sotto forma di cerotti, solette e placche a base siliconica.

Il “Piede a Doppia Componente” è un tipo di piede in cui la dinamica del passo è alterata: il carico passa direttamente dal tallone all’avampiede anziché seguire il normale rotolamento. Questo piede è estremamente diffuso e si realizza ogni volta che è venuta a mancare nel bambino la fase del gattonamento e ci accompagna, se non coretto, per tutta la vita con conseguenze sia meccaniche quali un piano vertebrale anteriore all’origine  della maggior parte della sintomatologia lombare, che di coordinamento visuo-motorio (cruciali nella performance sportiva ma non solo). Test su  particolari pedane baropodoetriche per lo studio del passo evidanziano l’azione riabilitativa dei nostri DM (DMK e DYNAMIC MOVEMENTS INSOLES) sulla dinamica del passo e test clinici evidenziano un miglioramento del coordinamento visuo-motorio. Non ci risultano altri DM presenti sul mercato in grado di fornire la stessa risposta.

Benefici dei Dispositivi Medici RIPI

I dispositivi RIPI riportano l’atleta nella propria fisiologia: ogni movimento legato alle normali attività, soprattutto il gesto atletico, è contrassegnato dal nostro cervello da un determinato pattern articolare e muscolare, una sorta di codice a barre che lo definisce e che si sviluppa negli anni anche in base ai “difetti dinamici” e agli esiti di lesioni o sovraccarichi pregressi. È intuitivo quindi che l’atleta — e soprattutto il suo sistema nervoso centrale — debba essere “rieducato” alla nuova funzionalità della propria macchina-corpo e debba riapprendere i nuovi schemi attraverso un allenamento consapevole. Sia l’atleta che il preparatore prenderanno coscienza del cambiamento, apprezzando in particolare le maggiori escursioni di movimento. È essenziale, a questo punto, soffermarsi su alcuni concetti specifici per l’atleta:

 

• Atleta con un blocco del sistema bacino–colonna già da scalzo

In questo caso è d’obbligo l’uso del DMK per 24 ore al giorno e si consiglia di sottoporsi a una visita posturologica, poiché questo rappresenta il segnale di uno squilibrio globale del sistema tonico-posturale.
Passare da un blocco a una condizione di mobilizzazione non presenta alcun effetto collaterale diretto; diverso è il percorso inverso.
Nel dubbio, evitare di limitarsi all’uso di semplici solette e utilizzare esclusivamente il DMK o i cerotti, correttamente posizionati e indossati 24 ore su 24.

 

• Atleta che da scalzo non presenta blocco del sistema bacino–colonna

Ma che è costretto a utilizzare, per motivi sportivi, scarpe non fisiologiche (calcio, ciclismo, rugby…) o che lavora scalzo su superfici morbide (arti marziali, ginnastica a corpo libero):
– si raccomanda l’uso delle solette all’interno della scarpa nel primo caso;
– l’uso del DMK o dei cerotti nel secondo caso, limitatamente al periodo di permanenza sul terreno morbido.

 

Come riconoscere questo blocco?

La difficoltà a rimanere seduti a lungo è già un campanello d’allarme (le ali iliache non scorrono sul sacro).
È poi sufficiente flettersi lateralmente e “ascoltare” la propria schiena per percepire eventuali tensioni o dolore.
Esistono strumenti specifici in grado di misurare il grado di mobilità della colonna, fornendo indicazioni oggettive sulla problematica.

 

Non costituiscono doping tecnologico

I dispositivi RIPI non sono considerati doping tecnologico poiché non esaltano le capacità dell’atleta, ma ne favoriscono la fisiologia, permettendo così di esprimere al meglio le proprie doti naturali. Migliorano la dinamica del gesto atletico, riducono il rischio di lesioni e ottimizzano la performance in vari sport.

Sì, gli effetti dell’ipoconvergenza oculare alterano l’assetto del cingolo scapolare e la posizione del capo, provocando soprattutto una torsione del cingolo scapolare che coinvolge tutta la parte alta della colonna. Il blocco torsionale del bacino e la limitata escursione della colonna sul piano frontale modificano l’intero assetto della colonna, in particolare nella parte bassa, dove la torsione si ripercuote con maggiore evidenza.

I nostri dischi intervertebrali tollerano poco le torsioni, che generano disturbi nutritivi e, insieme all’alterazione del carico, rappresentano la base di bulging ed ernie discali.

Nella scoliosi è presente una componente strutturale, irreversibile (alcune vertebre hanno una forma non fisiologica che rimane tale), ma esiste anche una componente di atteggiamento, reversibile, che contribuisce all’aggravamento della scoliosi insieme ad eventuali carichi anomali sulla colonna. Questi possono essere prodotti, ad esempio — ma non solo — dalla presenza del “piede a doppia componente”, spiegato in un’altra FAQ.

I nostri dispositivi medici contribuiscono a “detorquere” la colonna e, nel caso di piede a doppia componente, riducono lo sbilanciamento anteriore.
Si consiglia comunque di non limitarsi all’uso dei dispositivi, ma di affiancare, in collaborazione con l’ortopedico, un percorso posturologico completo, che prenda in esame occhi, bocca, piedi e pelle.

 

Il RIPIV previene inoltre le interferenze tra occlusione (es. trattamenti ortodontici) e funzione visiva durante il periodo di “tempesta” tipico dell’adolescenza, in cui la scoliosi tende a manifestarsi o peggiorare.
Il trattamento ortodontico è essenziale per la salute dei ragazzi, ma può purtroppo interferire con la funzione visiva, provocando ipoconvergenza e influendo anche sulla colonna. Per questo si consiglia l’uso del RIPIV applicato a occhiali, anche non correttivi, da utilizzare nelle attività da vicino (studio, TV, PC, scuola) per tutta la durata del trattamento ortodontico, indipendentemente dalla presenza o meno di scoliosi.

Il lato di applicazione è indifferente; secondo l’esperienza del Dott. Salteri si può preferire il lato sinistro.

L’uso del Dynamic Movements Kit, sia a scopo preventivo che terapeutico, può contribuire a ridurre l’incidenza delle fratture — in particolare quelle vertebrali lombari e toraciche — intervenendo sui blocchi dinamici sul piano frontale che alterano la normale dinamica della colonna, favorendo la formazione di quelle che il Dott. Salteri definisce “vertebre cerniera disfunzionali”.

L’unico punto della colonna strutturato per sopportare la funzione di flessione laterale è il passaggio tra colonna e bacino.
In presenza di un blocco della colonna, questo punto critico si sposta verso vertebre che non hanno la conformazione anatomica per supportare tale funzione, in particolare a livello del passaggio dorso-lombare.
Traumi e osteoporosi, in queste condizioni, possono compromettere l’integrità di queste vertebre “stressate” da richieste funzionali che non sono in grado di sostenere.

Il dott. Salteri sottolinea che ernie e bulging dipendono da squilibri sul piano sagittale (avanti–indietro), mentre i crolli vertebrali da osteoporosi o traumi sono favoriti dall’alterazione della dinamica di movimento del sistema bacino–colonna.

Si consiglia, soprattutto nelle persone anziane, l’uso continuativo del DMK o dei cerotti, associato a un’adeguata integrazione di vitamina D.
A scopo preventivo, si raccomanda inoltre di evitare tappeti, tavolini bassi e l’uso di ciabatte, preferendo scarpe chiuse o calzini antiscivolo..

Applicazioni e Problematiche Specifiche

Le arcate dentarie, specialmente durante il sonno, informano continuamente il sistema sulla posizione del capo. Un precontatto dentale o un dente mancante possono inviare informazioni non fisiologiche al SNC, alterando l’equilibrio bacino-colonna, favorendo l’ipoconvergenza oculare e limitando i movimenti del collo. I Dispositivi Medici RIPI minimizzano questa interferenza, supportando la fisiologia anche durante trattamenti ortodontici.

Sì, l’ipoconvergenza oculare può ostacolare la centratura delle lenti, rendendo gli occhiali non pienamente funzionali. Il RIPIV tratta la causa principale di questa ipoconvergenza, riportando il sistema nella sua fisiologia e permettendo agli occhiali di fornire un’informazione visiva coerente e ottimale al SNC.

Il DMK rimane il nostro dispositivo principale, capace di garantire un’azione continua 24 ore su 24 grazie al lavoro simultaneo sui due ingressi sensoriali fondamentali.
Tuttavia, l’esperienza clinica e l’utilizzo quotidiano ci hanno mostrato la necessità di rispondere anche a esigenze pratiche e ad alcune criticità emerse nell’applicazione tradizionale.

Ad esempio, quando il DMK viene applicato sulla suola della scarpa, non solo risulta complesso incollare correttamente il silicone, ma la presenza del calzino crea una barriera che riduce significativamente l’efficacia del dispositivo. Allo stesso modo, se il DMK non è posizionato con precisione sotto il tallone, la sua azione risulta compromessa.

Per superare questi limiti, abbiamo sviluppato particolari cerotti e solette multistrato capaci di garantire un’applicazione più semplice e un effetto terapeutico costante. Le solette, coperte da brevetto specifico, integrano:

  • uno strato naturale in cuoio,
  • uno strato progettato per attenuare i microtraumi del piede,
  • una concentrazione ottimale di materiale attivo, collocata nella posizione ideale per ottenere il massimo beneficio.

Anche i cerotti sono pensati per un utilizzo pratico: possono essere applicati in prossimità dell’occhio, offrendo così un’alternativa efficace alla “placca visiva” del DMK da fissare sull’asta degli occhiali, che talvolta risulta difficile da applicare o non sempre ben tollerata.

L’efficacia è dimostrabile sia clinicamente che attraverso sofisticata strumentazione. Il Dott Salteri è arrivato ai DM, soprattutto a valutarne gli effetti, grazie alla presenza nel proprio studio di strumenti altamente sofisticati come il SysMotion per la dinamica cervicale, la Pedana Baropodometrica per la distribuzione plantare dei carichi e la dinamica del passo, lo Spinal Mouse per l’assetto e la mobilità del sistema bacino-colonna, e la Stabilometria mediante Cyber Sabot in statica e su Bascula di Bessou per valutare l’equilibrio e la stabilità del corpo.

Sì, gli effetti dell’ipoconvergenza oculare alterano l’assetto del cingolo scapolare e la posizione del capo. Il blocco torsionale del bacino e la limitata escursione della colonna sul piano frontale modificano l’intero assetto della persona, compromettendo così anche l’aspetto estetico.